Data e ora correnti          Tokyo:         Roma:         Ora del Pacifico:   

Fanfictions - Tradotte dall'Inglese - Una settimana di regali

Una settimana di regali
Personaggi: Tanuma/Natsume
Parte: Oneshot
Autrice: volta_arovet
Traduttrice: Nina::chan Nina::chan
Rating: G
Disclaimers: Diritti, serie e personaggi appartengono a Yuki Midorikawa e agli aventi diritto. Nessuno guadagna niente scrivendo o traducendo questa fanfictions.
Link all'originale: A week of gifts
 
Una settimana di regali
Lunedì c'erano dei fiori disposti con cura sulla soglia della porta di Natsume. Martedì trovò una dozzina di ghiande su una larga foglia. Mercoledì vide cinque grandi funghi, allineati come soldati in fila. Giovedì una statuetta in legno, scolpita accuratamente ma in modo inesperto, con un fiore in mano.

Venerdì pioveva e Tanuma dovette gridargli un avvertimento perchè Natsume non calpestasse il cestino di bacche fatto di erba intrecciata.
"E questo cos'è?" chiese Tanuma, sfiorando il cestino col piede, il loro ombrello che si inclinava leggermente e schizzava gocce d'acqua fredda sul suo collo.
Natsume si strinse nelle spalle con con aria imbarazzata."Ogni tanto mi lasciano qualche cosa. Non so bene il perché"
"Forse, semplicemente, a loro piaci" suggerì Tanuma, e sentì una fitta di rimorso in cuore vedendo Natsume accigliarsi impacciato e guardarsi le scarpe.
Il ragazzo si spostò un po' di lato, e Tanuma si mosse con lui, in modo che rimanessero entrambi riparati dall'ombrello. "O forse pensano solo che dovresti mangiare di più" aggiunse scherzosamente, e Natsume fece una smorfia. "Immagino di non poterli biasimare per aver supposto che Sensei mangi il mio cibo" disse Natsume, e Tanuma rise.
"Allora faresti meglio a mangiarle adesso, prima che lui sappia che ci sono" disse Tanuma, e Natsume, acconsentendo, infilò la cartella sotto un bracciò e tirò su il cesto.
Dopo un attimo di indecisione scelse un bacca e se la lanciò in bocca, sgranando gli occhi mentre la masticava. "Buona?" domandò Tanuma e Natsume annuì.
"Ne vuoi una?" chiese all'amico, che disse di sì prima che la mente gli si connettesse alla lingua.
Tanuma osservò le sue mani con uno sguardo d'impotenza –la destra teneva l'ombrello, la sinistra i suoi libri, e per terra c'erano solo pozzanghere. Pensò che, probabilmente, una persona normale sarebbe entrata in casa, ma per quanto ne sapeva Natsume non aveva mai fatto entrare nessuno in casa. "Umm..."
Natsume prese una bacca e Tanuma, con un fastidioso sentimento allo stomaco che sembrava quasi terrore, aprì ubbidiente la bocca. Natsume ci infilò la bacca senza tante cerimonie, urtando accidentalmente col pollice il suo labbro inferiore; Tanuma la addentò, più per la sorpresa che per altro.
"E' buona" disse e Natsume sorrise raggiante.
"Ne vuoi un'altra?" gli offerse, ma Tanuma non rispose subito.
Quando erano partiti, Tanuma aveva pensato di chiedere a Natsume cosa ne era stato del suo ombrello. Ne stava tenendo uno quando aveva oltrepassato il cancello della scuola, ma sembrava lievemente bagnato e molto stanco quando era arrivato in classe un'ora dopo, però...
Però Natsume stava sorridendo in quel momento, ed era così vicino che Tanuma poteva sentire il calore del suo braccio attraverso la maglia, e il suono della pioggia inghiottiva il resto del mondo, e...
E Tanuma non voleva rovinare tutto ciò.
"No, grazie" disse, scuotendo la testa. "Dovrei andare ora."
Ci vediamo, stammi bene, finché la porta si chiuse dietro a Natsume e Tanuma rimase sulla soglia. Guardò attraverso la pioggia. Pensò che, forse, c'era un'ombra vicino ai cespugli, dove probabilmente non avrebbe dovuto esserci.
"Grazie" gridò, sentendosi un po' sciocco. "Per aver badato a Natsume." Fece una pausa, poi aggiunse "E non lasciarlo dare via il suo ombrello di nuovo, okay? Ha bisogno di cose come quella, anche se pensa di no."
Detto ciò, si voltò e se ne andò, seguendo il sentiero che lo avrebbe portato, passando per il negozio, a casa sua.

Sabato Natsume trovò una mela, fresca e pulita, davanti alla porta. Vicino c'era un ombrello appena comprato, con attaccato un biglietto su cui c'era scritto solo "Tieni questo".
E anche se Tanuma non poteva vedere chi l'aveva messa lì, trovò una collana di margherite appesa al cancello di casa sua.
 
Indietro